Negli ultimi anni si sta discutendo molto dell’efficacia dei depuratori ad osmosi inversa: funzionano oppure no? Per avere una panoramica più ampia è opportuno capire come agisce il depuratore ad osmosi inversa e qual è il processo che porta alla depurazione dell’acqua. Innanzitutto quando si parla di depuratori d’acqua si fa riferimento ad una serie di modelli differenti tra di loro che possono utilizzare quattro tipologie di depurazione: microfiltrazione, ultrafiltrazione, nanofiltrazione ed osmosi inversa. Quest’ultimo è il migliore poiché è un processo raffinatissimo che lascia passare solo le molecole d’acqua e trattiene gli ioni monovalenti.

Depuratore d’acqua ad osmosi inversa: come funziona il processo step by step

L’osmosi inversa si basa sull’osmosi, un processo naturale del corpo umano.

Tramite l’osmosi due liquidi con diversi solidi disciolti si incontrano e si mescolano fino ad ottenere una concentrazione dei solidi uniforme. Una membrana semipermeabile suddivide il concentrato in un liquido contenente una minore quantità di solidi che si sposta verso il liquido con maggiore quantità di solidi.

L’osmosi inversa segue lo stesso procedimento separando i sali dall’acqua, ma con una funzione inversa. In pratica grazie ad una pompa ad alta pressione ed una membrana semipermeabile vengono trattenuti i sali, i batteri e tutte le sostanze inquinanti presenti nell’acqua. L’acqua che passa attraverso la membrana e sgorga poi dal rubinetto risulta depurata di tutti gli elementi nocivi come cloro, virus, detriti, calcare ecc. che ha accumulato durante il suo percorso. La membrana semipermeabile trattiene gli ioni presenti nell’acqua evitando l’accumulo di depositi salini che potrebbero provocare ostruzioni e perdita di flusso col tempo.

Dalla membrana emergono quindi due flussi: il concentrato contenente sostanze inquinanti che non vengono fatte passare ed il permeato che invece rappresenta l’acqua depurata e completamente priva di batteri e altre sostanze indesiderate. Altro aspetto molto interessante è la possibilità di regolare la concentrazione di sali minerali personalizzando così la qualità dell’acqua in base alle proprie necessità. Alcuni depuratori particolarmente avanzati possono anche gasare l’acqua, garantendo un notevole risparmio economico ed accontentando tutti i gusti dei singoli membri della famiglia.

Quali elementi inquinanti vengono trattenuti?

L’elenco degli elementi inquinanti trattenuti durante il processo di osmosi inversa è davvero lungo e tra questi ci sono: cadmio, calcio, mercurio, nickel, sodio, batteri, bromuro, fosfato, cloruro, piombo, fluoruro, ferro, silicato ecc. A differenza di quanto si pensa il depuratore d’acqua ad osmosi inversa non produce acqua distillata, acida o alterata. Il dispositivo sfrutta infatti sofisticati sistemi di miscelazione e regolazione del grado di TDS (Solidi Disciolti Totali) ed appositi filtri remineralizzanti e deacidificanti che regolano il livello di salinità e pH dell’acqua. Viene quindi mantenuto il giusto livello salino necessario per l’organismo, senza tutti gli elementi nocivi e potenzialmente pericolosi per l’organismo umano.

L’importanza dell’affinaggio dell’acqua

Tramite l’osmosi inversa si procede all’affinaggio dell’acqua che ne tara la composizione e rimuove le varie sostanze inquinanti. L’acqua che sgorga dal rubinetto risulta molto più leggera e buona da bere ed inoltre assicura un miglior sapore a caffè, tè, pasta e tutti gli altri prodotti preparati con l’acqua. A trarne beneficio non è solo la salute di ogni abitante della casa che può contare su un notevole benessere psico-fisico, ma anche gli elettrodomestici casalinghi che funzionano ad acqua. L’acqua depurata risulta priva di calcare, nemico mortale delle tubature, quindi allunga la vita media degli elettrodomestici e ne migliora notevolmente le prestazioni.

Cosa cambia tra il processo di osmosi inversa e gli altri metodi di filtrazione?

Come detto precedentemente oltre all’osmosi inversa esistono altri processi di filtrazione come la microfiltrazione, la nanofiltrazione e l’ultrafiltrazione.

Nell’osmosi inversa viene utilizzata la filtrazione tangenziale, in virtù della quale il flusso del solvente scorre parallelamente al filtro ad osmosi. In questo modo si elimina la percentuale di turbolenza del flusso creata dalla direzione perpendicolare che potrebbe incidere negativamente sulle prestazioni e provocare intasamenti. Le differenze con gli altri sistemi risiedono nella tipologia di filtro osmotico e nelle particelle filtrate.

La microfiltrazione filtra molecole grandi come micron (molecole grasse o batteri); l’ultrafiltrazione trattiene molecole piccole come le proteine del peso di 1 KDalton; la nanofiltrazione trattiene molecole non superiori alle dimensioni nanoscopiche, pari ad un peso di circa 200 Dalton come gli zuccheri e alcune tipologie di sale.

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